ideazione, curatela performativa Giacomo Lilliù
curatela drammaturgica Pier Lorenzo Pisano
cast attoriale (in rotazione) Federica Dordei, Lorenzo Guerrieri, Giacomo Lilliù, Arianna Primavera, Daniele Turconi
cast memetico (in rotazione) Giulio Armeni, Davide Palandri, Piastrelle sexy, Daniele Zinni, Loren Zonardo
produzione: Pallaksch
progetto realizzato con il sostegno di Inteatro Residenze, Gruppo della Creta & TeatroBasilica
con il contributo di MiC
con il patrocinio del CIRCe (Università di Torino)
sostenuto con la fellowship FONDO Network per la creatività emergente 2022 sviluppato da Santarcangelo Festival con AMAT, Centrale Fies, ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fabbrica Europa, I Teatri di Reggio Emilia, L'arboreto-Teatro Dimora | Centro di Residenza Emilia-Romagna, Operaestate Festival Veneto / CSC Centro per la Scena Contemporanea, Ravenna Teatro, Teatro Pubblico Campano, Teatro Pubblico Pugliese, TSU Teatro Stabile dell'Umbria, Triennale Milano Teatro
vincitore RESIDENZE DIGITALI 2023 a cura di Centro di Residenza della Toscana (Armunia–CapoTrave/Kilowatt), in collaborazione con AMAT, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto-Teatro Dimora / La Corte Ospitale), C.U.R.A.–Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International–Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT–Centro Teatrale Umbro–Micro Teatro Terra Marique–Indisciplinarte), Fondazione Piemonte dal Vivo–Lavanderia a Vapore, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Zona K
ringraziamento speciale: MALTE
Una performance su Telegram, la prima della storia, forse […] fanno morire dal ridere ma ci portano anche a profonde riflessioni sul ruolo del teatro nella contemporaneità.
(Simone Pacini, “Krapp’s Last Post”)
La scommessa de Il Teatropostaggio da un milione di dollari è tradurre in drammaturgia lo shitposting, vale a dire il deragliamento di una discussione virtuale con contenuti inappropriati. All’interno di una chat va in scena un’improbabile riscrittura digitale di Goldoni, realizzata dalla compagnia a suon di selfie, gif ed emoji. Ma un manipolo di disturbatori bombarda il gruppo con meme creati proprio a partire dalle immagini condivise dagli attori. Così prende il via un’esilarante, estenuante degenerazione dei linguaggi.
In contemporanea all’habitat digitale, il lavoro vive anche in un ambiente fisico, dando luogo ad una configurazione paradossale: gli spettatori in sala si trovano di fronte ad uno spazio scenico spesso vuoto, su cui solo sporadicamente appare qualcuno del cast, puntualmente fagocitato dal delirio in crescendo. Nasce così una comunità di persone che illuminano il buio della platea con gli schermi degli smartphone, e la riempiono con il suono fuori sincrono delle notifiche. Senza temere le possibilità dell’online, e anzi sfruttandole, Teatropostaggio riafferma che il teatro resta il luogo dove condividere lo spazio, il tempo, l’impalpabile.
La performance è disponibile con formazioni di dimensioni variabili e può vivere in spazi non teatrali anche in modalità itinerante.