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Déjà vu thumbnail

di Alessandro Businaro
con due performer che cambiano in base al luogo
un progetto di Bus 14


produzione: Pallaksch
con il sostegno del Festival Teatro in Quota e della Compagnie du Tous Vents

Usiamo l'espressione "déjà vu” per definire la sensazione di aver già vissuto in qualche modo ciò che sta accadendo ora, un collasso temporale che coinvolge passato-presente-futuro. Per Alessandro Businaro, il regista e il creatore di questo progetto, un momento chiaramente identificabile con il déjà vu è quello da lui provato durante le sagre, feste italiane in cui i cibi locali sono al centro di una tradizione collettiva. Durante questi rituali sociali, il cibo diventa un elemento magico, che permette a una comunità di mantenere viva la propria identità.

Nasce così Déjà vu, un progetto di performance partecipativa che si concentra sul rapporto tra ritualità e cibo, su come questo rapporto possa plasmare l'identità di una comunità. Il progetto si sviluppa in sei giorni di residenza nella località di esecuzione della performance (fase di studio e preparazione) per poi, il settimo giorno, procedere con l’evento. Déjà Vu è una lavoro che cerca di creare un senso di familiarità, e di esplorare in che modo termini come “rituale” e “tradizione gastronomica” funzionino da fondamenti identitari di una comunità di persone.

Il progetto è replicabile più volte nell’arco di una giornata ed è adattabile a diversi spazi (luoghi pubblici, privati, teatri, ristoranti, piazze,ecc.)